17 Comments

  1. maria…mi fai morire, scrivi meglio il vernacolo tu del maestro! (Camilleri intendo) invidio la tua capacità di scrivere così, sei divertente a prescindere dal contenuto..anche se il contenuto c'è sempre…poo m'a spiari comu l'ava ccapire Annarita di Milano nzo cchi scrivisti?! baciiiiii :-X
    ps… stu piattu è bbonu assà!

  2. Animula

    Ehhh! facile a dirsi!
    Stavolta non è solo la bellezza della ricetta, ma pure la nonchalance con cui ci parli delle uova in camicia! Io c'ho provato, signora mia, e poi c'ho riprovato: con più aceto; con meno aceto. Con mulinello e senza mulinello. Con aceto di vino e con aceto di mele. NIENTE! Niente da fare. Rien. Nothing. NENTI! Appi a jiccare tutte cose. Un mi vinniro e un mi vonnu vinire a mia 'sti madditte uova in camicia.
    Quindi: o sei coraggiosissima, e hai rischiato le preziose uova d'oca, o avevi la certa certezza che ti sarebbero ruscite in camicia!
    Che, ce le spiegheresti a tipo per bambini di prima alimentare?
    Grazie e sempre grazie, biddazza!

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