Una gita alla Scala dei Turchi

E come i personaggi di un romanzo del Sommo Maestro ficiru ‘Una gita a Tindari’ noi, che siamo i personaggi di noi stessi e considerando che Tindari già la vittimu, nnì ficimu una gita alla Scala dei Turchi ma, per fortuna, non ci fu mancu n’ammazzatina. I luoghi dell’agrigentino sono quelli narrati da Camilleri nei suoi racconti di Vigata e io m’arricriavi ddù voti.
 Il bianco abbacinante della roccia di marna è scandito da morbide curve formanti una scala naturale sulla quale, si racconta, i pirati turchi e saraceni s’inerpicavano trovando un sicuro approdo nella caletta vicina.
In ogni gita che si rispetti il pranzo avi a essiri a saccu quindi sfruttando un’idea che mi diede me mà pigghiai i panini che ccà chiamanu ‘sempre freschi’.Trattasi di pane morbido con una leggera crosticina croccante appena sfornato e con parecchia mollica; il nome non ci azzecca niente con il prodotto perché, dopo qualche ora diventa gommoso.  Per non di meno a ciò, per questa ehm, ricetta? è perfetto! Vi serve, inoltre una bella parmigiana di melanzane realizzata friggendo tre melanzane grosse, cuocendo 750 ml di saRsa di pumaruoru e impiattandola un giorno prima, condita con parmigiano e basilico a tinchitè. Il trucco della mamà, meritevole di menzione, consiste nel togliere la calotta al panino, svuotarlo dalla mollica, con uno scavino o un cuteddu e poi riempirlo fino a scoppiare di parmigiana o di una cosa (s)gocciolante simile. Poi al momento di addentarlo nemmeno una goccia di quella bontà fuoriesce dal panino, nenti si pedde, tutto si mancia…geniale! 

25 Comments

  1. prima che io facessi radici a Palemmu, andavo in vacanza per l'estate dai miei e per 3 mesi circa questa meraviglia era la nostra mèta spiaggistica…quando ancora si poteva andare fino a sotto il Madison, quando ancora non c'era la scaletta per scendere etc..ti parlo di circa 18 anni fa, che meraviglia che era!! pensa al mio trauma quando il mio mare divenne Mondello 😉 sono contenta di questo post, me lo sento dedicato un pochino…io 'na gita a Tindari la fici veru veru ad agosto! seguiranno fotine. Inoltre l'idea del paninozzo così è da premio Oscar!! baciiiii

  2. Carissima buona sera come stai? non so se sono più incantata dal favoloso mare del posto, dal godurioso panino oppure dall'accento siculo che piacevolmente accompagna questo scenario… ti dico solo che al mio rientro dalla vacanze mi hai fatto venire voglia di partire di nuovo:*
    ti abbraccio tanto… buona settimana:**

    1. beddazza mia,
      grazie benissimo sto, la voglia di partire è voglia di vivere appieno le nostre giornate. Ti ringrazio assai.
      stai bene anche tu?
      :*
      buona settimana anche a te
      Cla

  3. Ma tua madre troppu scattra è!!!!! L'idea mi piace assai! I sempre freschi un po' meno. Umm'hannu rittu mai nenti. Ma si può sempre fare con un altro tipo di pane, no?
    Io ho fatto l'ormai classica gita a Tindari per far vedere il meraviglioso posto e il Santuario a mia madre. Ma la Scala dei Turchi prima o poi la voglio vedere. Troppu bbeddra è!!!!

    1. Rosuccia,
      ci mancassi puoi usare il pane che vuoi, l'importante è che tu possa scavarlo mantenendo una consistenza compatta 🙂
      baciuzzi e grazie assai
      Cla

  4. geniale, potrei mangiarmene due di seguito. anche tre, va'!
    brava cla!

    p.s.: a catania li chiamano "moBbidoni", ma sempre i stissi su: impietrano dopo un paio d'ore!

  5. Certo con tutta la fatica che ci sarà da fare questo panino è azzeccatissimo ,fatto così imbracato(attaccato) è favoloso! così quando mordi non ti "scillica la milinciana " :-):-):-):-)

  6. ricambio la visita che aevi ricambiato,lasciamo perdere, la scala dei turchi, fantastica,con quel bianco abbagliante, supera anche la merenda che aete con voi, vi trattateene, complimenti per tutto, alla prossima

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