conservare le tradizioni

L’ho mai detto che non sono palermitana? 🙂 
Lo so, l’ho già detto ma magari non tutti lo sanno. Abito in questa provincia da diciotto anni, cucino assiduamente e per nicissità picchì mi maritai, da quattordici. Le tradizioni qui sono diverse da chiddi missinisi quindi studio sempre, per impararne di nuove, conservarle e tramandarle a me figghia che invece palermitana è.
La signora Claudia, nonna dei gemellini, compagni di scuola di Carlotta, è per me una fonte inesauribile di tradizioni tipiche della provincia; è anche per questo che non finirò mai di ringraziarla. Mi ha insegnato moltissime ricette, questa è indispensabile per la preparazione dei buccellati e di altri dolci natalizi. Bisogna pensarci per tempo dunque!
Settembre è proprio  il mese in cui c’è sempre un gran lavorìo. Ci prepariamo un po’ tutti all’inverno conservando nei barattoli un po’ d’estate! Io ne ho bisogno 😀
I lavori settembrini presentano, in genere, processi lenti, alle volte durano giorni e hanno bisogno di continue cure durante le varie fasi della preparazione, questo è uno di quelli.

Il miele di fichi di nonna Claudia.
6 kg di fichi maturi
acqua
Lavate i fichi, metteteli in una pentola capace, versate dell’acqua buona senza coprire i fichi, ma quasi. Ponete sul fuoco leggio, leggero e cuocete fino a fare evaporare quasi tutta l’acqua, circa 6 ore, mescolando spesso. Completata la prima fase, distribuite i fichi cotti, in dei colapasta; schiacciateli da un peso e fateli percolare dentro un contenitore, tutta la notte o fino a quando hanno rilasciato tutto il loro nettare. Con questa quantità di fichi ne ho raccolto circa un litro.

 Eliminate i fichi, rimettete sul fuoco basso e cuocete, mescolando fino a quando il preparato raggiunge la giusta densità, circa un’ora e mezza.Otterrete circa la metà del prodotto liquido, il colore raggiungerà la gradazione di un bruno scuro, come il caramello. 
Invasate e conservate nella vostra dispensa.