cucinate ancora nella vecchia maniera?

Io si!
non ho una batteria da cucina o_0
sapete quelle favolose con fondo spesso un cm, in acciao inox 18/10 con innumerevoli pezzi di tutte le dimensioni, adatti a tuttissime le sigenze, di alta qualità etc etc…?
ecco no io non l’ho
piuttosto ho racimolato a pezzi e bocconi cimeli storici di mia suocera, di mia nonna, e via via arrivando ai giorni “nostri” pezzi di batteria da cucina di mia madre 😉
quando nì maritammo, abbiamo piuttosto accattato tegami e pentole di coccio
nemmeno l’ombra della pentola a pressione giammai!
ma non mi lamento no anzi, sembra quasi che quando mangi un prodotto venuto fuori dalla cottura in un pentolame antico ti pare di tornare indietro nel tempo…magari mi compro la cucina a legna ahahahah
va beh qualunque sia il “supporto” assaggiate questo contorno a delle semplicissime scaloppine

Scaloppine di carpaccio con chiodini e mandorle a lamelle

300 g di funghi chiodini
300 g di calvolfiore lessato
300 g carpaccio
farina 00
burro
15 pomodorini secchi
30 g di mandorle a scaglie
mezzo bicchierino di grappa
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale e pepe

Pulite i funghi, tostate le mandorle. Tritate lo spicchio d’aglio e soffriggetelo nell’olio. Aggiungete i chiodini e fate insaporire, sfumate con la grappa, unite il cavolfiore lessato e ridotto in piccole cime, i pomodorini sciacquati dal sale di conservazione e tagliati a filetti, aggiustate di sale se necessario, pepate e mettete da parte al caldo. Nello stesso tegame sciogliete il burro. Passate velocemente nella farina le fettine di carpaccio, scuotete dalla farina in eccesso e cuocete nel burro, salate e servite caldo con il contorno cospargendo con le mandorle a lamelle.

oggi vieni tu da me…


così ti faccio vedere il mio plagio 😀
parlare ancora dei siciliani mi sembra superfluo, perchè hai detto e sintetizzato tutto tu
poche parole ma buone (secondo me eh? ovvio!), in definitiva è un classico no?
Leggendo il post ho sentito un richiamo, mi sembrava pressocchè scontato riprodurre questa composta, dal nome ancora indefinito che tanto mi ha affascinato. M’acchiappò per il fatto ca’ facisti tu, m’acchiappò picchì c’erano li ficurinia, m’acchiappò picchì sicula sugnu…e mi riliggià nelle parole tò :), m’acchiappò perchè di passione si parra.
Ti racconto cosa ho combinato dopo essermi spinata ben bene:
accattai circa 700 g di ficurinia, li ho sbucciati e ne ho ricavato i 500 g che dicivi tu
li ho messi a pezzi in un tegame con
200 g di zucchero di canna
1 cucchiaino scarso di chiodi di garofano
1 cucchiaino scarso di curry
un cucchiaino scarso di peperoncino piccante sfuso
3 ma anche 4 cm di cannella
2 ma anche 3 cm di zenzero sbucciato e grattugiato

100 g di cipolle rosse di tropea
1 spicchio d’aglio sbucciato
1 mela a pezzi senza buccia ma con torsole e semi, come vossia comanda!
50 ml di aceto bianco…avevo finito quello di mele puttroppo
ma ho aggiunto 50 ml di calvados
1 pizzico di sale

bedda, non t’incazzare ora, perchè dopo aver fatto sobollire come dicisti per 30 minuti, ho passato la composta nel passapomodoro e poi per mettermi la coscienza a posto a lassai dà per tutta la notte ahahahahahah
l’indomani l’ho rimessa sul fuoco per circa un’ora a fuoco leggìo, ho sterilizzato per menz’ora a 120°C il vasetto nico e poi l’ho riempito 😀
il suo sapore? appassionante!
il suo colore? no giallo ma russu perchè i miei ficurinia erano russi dintra
🙂
amica mia bedda che t’ha diri?
proprio vastasa!
ahahahahah
bravaissima!



tra halloween e i nostri morti…


mi squagghiau il lungo fine settimana e sono qua, in ritardo di qualche giorno sul trentuno, machissenefrega? …ho provato a fare finta di nulla dicendomi che le americanate non fanno parte delle nostre tradizioni…e invece non è proprio così, perchè l’albero di Natale è arrivato in Italia dai paesi del noDD e noi, grandi di oggi, l’abbiamo sempre avuto nelle nostre case come un simbolo e non ci siamo accorti del viaggio che ha fatto. Da qualche anno, chissa perchè così in ritardo poi, è il turno di halloween, ho imparato anche a scriverlo senza copiarlo, e per me è una cosa grande ahahahah. I ragazzini oramà hanno la ricorrenza nel loro calendario personale delle festività, passano per le case dicendo “dolcetto o scherzetto?” e devi essere preparato con i dolcetti, perchè se no…dolori sono e, quel che è peggio, anche le scuole chiudono…va beh come frenare gli eventi che ti travolgono? impossibile! allora AFFRONTIAMOLI!!! Ho organizzato una festa!
😉

quest’anno Carlotta ha invitato qualche compagnetto, ho preparato una merenda veloce e poi li ho invitati a scassare i cabasisi fuori, per le strade del residence, la spedizione punitiva è partita in gruppo alla volta delle altre abitazioni 😀
ho comprato una zucca per l’occasione ho seguito passo passo i consigli di Francescav, l’ho intagliata per avere il simbolo per antonomasia, quello che ho raccolto, scavando scavando, me lo sono pappato nel solito modo
ho realizzato dei biscotti glassati a tema utilizzando degli stampi ad hoc della Decora
con questa ricetta:
per circa 32 biscotti
400 g di farina
200 g di zucchero
200 g di burro
1 uovo
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 limone
per la glassa:
3 albumi piccoli
500 g di zucchero a velo
coloranti alimentari nero e arancione nel mio caso 😉
impastate velocemente tutti gli ingredienti per la frolla, poi fate riposare l’impasto in frigo per un’ora almeno. Scaldate il forno a 180°C stendete la pasta raggiungendo uno spessore di circa 5 mm, utilizzate il tagliabiscotti e ponete le forme su una teglia foderata con carta forno. Infornate per 10-12 minuti, sfornate e fate raffreddare completamente su una gratella.

Preparate la glassa; montate a neve ferma gli albumi e unite poco alla volta lo zucchero. Dividete la glassa in tre ciotole, in una unite il colorante alimentare nero, in un’altra quello arancione, l’altra lasciatela bianca, dilute le glasse con qualche goccia di acqua, mescolate e passate con una spatola i biscotti da decorare realizzando il fondo, sul quale poi, utilizzando una sac-a-poche con beccuccio sottile, passerete le decorazioni per definire lo stampo scelto.
La glassa potrete conservarla per almeno 24 h, avendo l’accortezza di sbatterla leggermente prima di usarla; mettete dentro un sacchetto per alimenti la ciotola contenente la glassa e chiudetelo con un fermapacco.

infine non potevano mancare le mele stregateeeeeee miii che pauraaaaaaa, realizzate seguendo i suggerimenti di Deborah di giallo zafferano


credo però che l’anno prossimo illuminerò la mia casa di arancione, travestendomi da Catwman...hai visto mai? 😉

Per commemorare i nostri morti, come da tradizione abbiamo…ehm Carlotta e Giulia hanno preparato la frutta martorana un esperimento a 4 mani perfettamente riuscito 😉

ucci ucci sento odor di biscottucci

Antonella è entrata già da tempo tra le mie “amiche” foodblogger, ma lei non lo sa…
vi è mai capitato da piccoli, di fidanzarvi con un bel bimbetto/a e lui/lei non ne era a conoscenza? la même chose 😉 o se preferite la stessa cosa precisa ‘ntifica 😛
Durante l’ultimo dei miei periodi mallitti mi è venuta una voglia irrefrenabile di biscotti e che sarà mai? nulla se non fosse che ho scopiazzato 5 ricettuzze di Croce e delizia, e ne ho prodotti due a razzo AHHHHHH! mi sono sentita meglio 😉 a parte che, manco a dirlo, le ricette sono favolose, sicurissime al 100% e il procedimento è esattamente come se Antonella ti tinissi mano manuzza. Ma che meraviglia!

Questi che vi presento hanno fatto un volo, buonissimi e molto facili, per i momenti di sconforto sono un toccasana, avrei potuto mangiarli tutti da sola in un solo giorno…altro che minestra ahahahahah ma mi sono limitata ad assaggiarli e sono rimasta alluccuta 😉

Kipferl alla vaniglia di croce e delizia

300g di farina
250 g di burro
125 g di zucchero
3 tuorli
125 g di farina di mandorle
zucchero vanigliato

lavorare il burro morbido e lo zucchero con le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere i tuorli, uno alla volta e poi la farina di mandorle, continuando a mescolare fino ad amalgamare ben bene tutti gli ingredienti; infine aggiungere la farina bianca amalgamandola con una spatola evitando di lavorare troppo l’impasto. Avvolgete lìimpasto nella pellicola per alimenti e ponete in frigo a riposare per almeno 30 minuti. Tirate la palla fuori dal frigo, porzionatela realizzando dei filoncini lunghi 5 cm, lasciate la parte centrale più grassottella e assottigliate le parti terminali, realizzate dei cornett che porrete su una teglia foderata con carta forno. Infornate a 180°C io a centosessanta il mio forno è pazzesco, per 10 minuti o fino a leggera doratura. lasciateli a riposare qualche minuto poi rovesciateli su un piatto colmo di zucchero vanigliato.
Per lo zucchero vanigliato: mettete, dentro un contenitore a chiusura ermetica, 250 di zucchero semolato e un baccello di vaniglia intero o taliato a metà sul lato lungo. Dopo trenta giorni lo zucchero è pronto, man mano che utilizzerete lo zucchero, provvedete ad unire altro zucchero in modo da avere sempre il contenitore pieno; il baccello si conserva per un anno. Io non lo avevo , accidenti accidentaccio, ma lo sto preparando, e considerato che qualche giorno fa non avevo a disposizione 30 gg per realizzare lo zucchero vanigliato, ho utilizzato lo zucchero a velo vanigliato, spolverato sui biscotti tiepidi.
grazie Antonellì :*


minestra povera o povera minestra?

…fa lo stesso, questa mi toccò per tre giorni tre, l’ho mangiata tutta io, anzi per la precisione, ho ancora l’ultima porzione in frigo, sapete esattamente quale sarà il mio pranzo oggi quindi forse dovrei dire povera me ahahahah
la vellutata di zucca Alexiana è très chic, questa è grezzulidda, ma sempre di minestra si tratta, mi sto alienando 😉 ma è quello che voglio!
questa ricetta è tratta quasi pedissequamente da un libbriccino grazioso, ma poco affidabile che comprai nel lontanissimissimo 1997 a Lucca, durante il viaggio di nozze ben ottomilalire.

per 4 persone
200 g di farro
1,5 litri di brodo
1 spicchio d’aglio
2 foglie d’alloro
200 ml di latte
4 patate medie
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota
1 cucchiaio generoso di curry

mettete il farro a mollo in acqua per tutta la notte, dopo averlo lavato e liberato dalle impurità. La mattina dopo, sciacquate il farro e mettete in un tegame un battuto realizzato con la cipolla, il sedano, l’aglio e la carota tritati. Unite il farro, l’alloro, il curry e il brodo freddo. Fate cuocere mescolando ogni tanto per circa un’ora, aggiungere le patate tagliate a tocchetti piccoli, fate cuocere ancora mezz’ora quando le patate saranno quasi cotte unite il latte tiepido, fate riprendere il bollore, regolate di sale e servite dopo un riposo di cinque minuti. Durante le varie degustazioni ho provato a dare una spolverata di ricotta dura salata…benissimo ci sta 🙂

Cranberry duff…un’americanata

così è! almeno su Sale&Pepe di ottobre 09. Per quanto mi riguarda una torta di mirtilli rovesciata è! Tra quelle pagine troverete un servizio troppo buono sulle torte americane, tra le tante proposte, una davvero singolare, la Funeral pie…come nelle loro pellicole, quando muore qualcuno fanno la festa e secondo quest’articolo in Pennsylvania, portano ‘sta torta, contenti loro…
quella che ho realizzato invece, è del New England; se confrontate la ricetta originale con questa vedrete delle differenze leggere ma soprattutto sulle quantità, stranamente le dosi riportate sono per una teglia nica, molto strano l’americani fanno solo COSE GRANDI

per una teglia di 22×24 cm
200 g di farina
190 g di burro
200 ml di vino passito più un cucchiaio
400 g di mirtilli
200 g di zucchero di canna più 6 cucchiai rasi
100 g di noci
2 uova
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito

Ammollate i mirtilli nel vino passito per un’ora e mezza, scolateli ma non asciugateli. Ungete abbondantemente un foglio di carta forno e adagiatelo su una teglia di rettangolare.
disponete i mirtilli sul fondo della teglia, distribuitevi le noci tritate al coltello e spolverate tre cucchiai di zucchero di canna. Sciogliete il burro in un pentolino a fiamma bassa, Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, unite la farina setacciata con il lievito, il burro tiepido, il cucchiaio di passito ed in ultimo il sale. Versate l’impasto sulla frutta, livellatelo e cuocete nella parte alta del forno a 160°C per circa 35 minuti. Lasciate riposare la torta nella teglia per 10 minuti poi sformatela e rovesciatela su una gratella per dolci. Prima di servirla spolverate sui mirtilli i tre cucchiai di zucchero rimasti passatela sotto il grill per pochi minuti e servite tiepida.

spattaru!

vi ricordate questo matrimonio?
la vellutata di Alex la feci single


per 4 persone:
500 g di zucca a pezzetti
1 cipolla di tropea
3 cm di zenzero fresco
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere (bella piccante)
400 ml si brodo vegetale
100 ml di panna
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaio scarso di curry in polvere

sbucciate la cipolla, tritatela, pelate lo zenzero e tagliatelo a lamelle sottili, scaldate l’olio in una casseruola, rosolatevi la cipolla, lo zenzero e la zucca, aggiungete il curry e il peperoncino, lasciate insaporire mescolando. Aggiungete il brodo e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 25 minuti o fino a quando la zucca sarà morbida, frullate il tutto, aggiungete la panna amalgamate e salate. Fate riposare qualche minuto prima di servire.
Ho provato questa vellutata su un paio di tazze di bulgur, è buona sia sola che accompagnata
Aggiornamento:
ho rifatto questa cremina, senza lo zenzero ma con 4 bacche di cardamomo…ottima!



perchè “tra poco” arriva l’estate

ma dov’era finita la scorzetta?
in letargo con gli orsi 🙂

pensavo seriamente di risvegliarmi in primavera…
…magari dopo sto panuzzo ne ne torno nel mio stato di vita latente.
ci vuole un po’ di ottimismo no? 😀

allora per questo giorno molto speciale, il World Bread Day indetto da Zorra, mi sono risvegliata dal letargo, non potevo certo restare a dormire nel giorno della panificazione mondiale no?

pane morbido al pesto di basilico
300 g di farina manitoba
15 g di lievito
150 g di acqua tiepida
5 g di zucchero
5 g di sale
50 g di strutto
1 cucchiaio colmo di pesto alla genovese (preparato dalle mie manine sante, con l’ultimo mazzo di basilico estivo)
Sciogliete il lievito con lo zucchero, nell’acqua tiepida, mettetelo nella planetaria. Amalgamate lo strutto alla farina. Avviate la macchina al minimo con il gancio, aggiungete la farina al lievito, unite il sale e in ultimo il pesto. fate lavorare fino a quando incorda. Fate lievitare in una ciotola coperta, per circa un’ora in forno spento con la luce accesa. Riprendete l’impasto e staccate delle porzioni di circa 100 g ciascuna. A questo punto potete dare la forma che più vi piace io ho fatto delle simil rosette in questo modo:

arrotolate l’impasto formando un filoncino, schiacciatelo con un matterello e con un coltello praticate dei tagli. Arrotolatelo su se stesso, mettetelo in piedi con la parte tagliata verso l’alto, su una teglia forderata con carta forno. Fate lievitare ancora mezz’ora, fuori dal forno, poi infornate in forno già caldo a 200°C per circa 20 minuti.
Notazione (se no le mamà a che servono?): con le quantità indicate ho ottenuto 5 paninetti
🙂


chi mi legge ingrassa

sfogliando, sfogliando, sfogliando la mia rivista preferita, ho incocciato una torta autunnale che mi faceva l’occhiolino…avete presente no? quando guardando la foto viene l’acquolina in bocca…Sabrina possiamo dire che siamo di fronte ad una sinestesia?…e che glielo chiedo a fare? ha detto che non mi leggerà più, perchè leggendomi ingrassa…? ma come è possibile? ahahahah
va beh, lascio la ricetta per chi mi legge e per chi non lo farà, peggio pi iddu
avvertenza la ricetta originale l’ho modificata 😉
come al solito, fidatevi di me, la torta non è buona…
è buonissima!


100 g di farina 00
100 g di farina di mais tipo fioretto
100 g di farina di mandorle
12 prugne
4 uova
120 g di zucchero di canna
150 g di burro morbido
una bustina di vanillina
un cucchiaino di cannella in polvere
un vasetto di yogurt
una bustina di lievito per dolci
mandorle in scaglie
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale

Lavate le prugne, asciugatele, snocciolatele aprendole per lungo ma lasciandole unite da un lato. 6 di queste tagliatele grossolanamente e mettetele da parte, le altre 6 adagiatele su un tagliere e realizzate dei tagli a ventaglio. Nella planetaria, sbattete il burro con lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso, aggiungete le uova, uno alla volta e mescolate fino a quando non si sono bene amalgamate. Unite la farina di mandorle, poi quella di mais ed infine quella 00 setacciata insieme con il lievito. Aggiungete lo yogurt, la vanillina, la scorza di limone, la cannella e il sale. Prendete le prugne tagliate grossolanamente passatele in poca farina e amalgamatele all’impasto. Versate il composto in una teglia apribile da 22 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata con farina di mais. Livellate con una spatola e adagiate le prugne rimaste leggermente infarinate dalla parte della polpa. distribuite le scaglie di mandorle, un manciata di zucchero di canna e infornate in forno caldo a 160°C per la prima mezz’ora e poi per gli ultimi 15 minuti al minimo…questo per il mio forno il vostro non so 🙂
fate raffreddare prima di sformare


salsiccia con l’uva


considerando che la torta bellissima ma crudissima non mi decido a rifarla, ho provato a unciri la salsiccia con l’uva e un mix di funghi trifolati…l’apoteosi dell’autunno (mortacci sua)
ve la consiglio perchè buonissima è!
per 6 persone:
1,500 di salsiccia tipo pizzaiola
un grappolo d’uva nera (fate voi a sentimento)
15 g di funghi porcini secchi
270 g di funghi champignon (ho usato solo cappelle)
1 confezione da 300 g di funghi misti surgelati
un mazzetto di prezzemolo
2 foglie d’alloro
un bicchiere vino bianco
uno spicchio d’aglio
mettete a bagno in acqua calda i funghi secchi. In una larga padella soffriggete con un paio di cucchiai d’olio l’aglio affettato, unite gli champignos, i funghi surgelati, e quelli secchi rinvenuti e strizzati delicatamente; coprite e cuocete per pochi minuti fino a quando i funghi lasciano l’acqua di vegetazione e cominciano la cottura, sfumateli con mezzo bicchiere di vino e alzate la fiamma, a fine cottura spolverate con abbondante prezzemolo tritato, salate, pepate e mettete da parte.
Nella stessa padella, non lavata mettete la salsiccia tagliata a pezzetti di circa 4-5 cm, bucherellatela e fatela saltare pochi minuti, unite il vino rimasto e alzate il fuoco, aggiungete l’alloro, l’uva precedentemente tagliata in due (gli acini più grossi) e liberata dei semi. Cuocete ancora qualche minuto mescolando, unite i funghi e fate insaporire. Servite tiepida