mi manca la cucina a legna

e poi mi trasformo in nonna Papera, picchì ‘sta crostata sa tanto di fumetto, pare nisciuta da una striscia di Walt, il mio amico americano  che s’inventò un mondo per granni e picciriddi. Amunì l’aviti ‘na padella in pietra? Macari con il manico che si stacca? No? Accattativilla, picchì ‘sta crostata all’antica è fatta.
Parrannu di cose antiche, un’altra cosa che mi manca è una bella chiacchierata con mia nonna, non ho mai parlato di cucina con lei che era maestra in tutti i sensi, mi piacerebbe assittarmi allatu a idda e sentire ancora il suono della sua voce.
200 g di farina
100 g di farina di pistacchi
150 g di zucchero di canna
150 g di burro freddo a cubetti
un uovo
500 g circa 4 pere Kaiser
100 g di zucchero di canna
500 ml di vino rosso corposo
200 ml di acqua
3 chiodi di garofano
50 g di biscotti secchi sbriciolati
una stecca di cannella da 8 cm spezzata a metà

impastate tutti gli ingredienti, realizzate una palla e ponete in frigo per un’ora. Su un piano infarinato stendete metà dell’impasto di frolla al pistacchio, adagiatela sulla padella in pietra senza imburrare, distribuite i biscotti sbriciolati e rimettete in frigo.

 Pelate le pere, eliminate il torsolo e tagliatele a fette, mettetele nella casseruola Roccianera coprite con il vino e l’acqua, unite lo zucchero, i chiodi di garofano e la cannella. portate a ebollizione.

 Cuocete fino a quando le pere saranno cotte, scolatele dallo sciroppo e disponetele sui biscotti sbriciolati. versate anche il caramello rimasto privato dalle spezie.

Stendete la seconda metà di impasto, formate un disco e coprite le pere, richiudete i bordi del disco sottostante praticate un taglio a croce al centro del disco di copertura e infornate in forno caldo a 180°C per circa 35 minuti. Sfornate e fate raffreddare. completamente.

deliziose clementine

La frutta di stagione non bisogna farsela sfuggire, le clementine non durano a lungo, meno delle arance; è un frutto dolcissimo dedicato ai picciriddi, picchì è senza noccioli, o come si dice impropriamente qui, senza ossa; facile da sbucciare e di un colore favoloso. Mia nipote Marta, che ormai tanto nica non è, in questo periodo sa di trovarle sempre qui da me, infatti ha ribattezzato la nostra casa come “la casa delle clementine”  😀

 Ho realizzato questo crostata  pensando ad una frolla ‘n’anticchia chiù grezzulidda, utilizzando anche la farina di grano saraceno, se vi ho convito scorrendo le foto, pigghiatevi un pizzinu e segnatevi ‘sta ricetta:

 Per la frolla:
200 g di farina 00
100 g di farina di grano saraceno
150 g di burro a temperatura ambiente
90 g di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di una clementina non trattata

per il ripieno:
200 ml di succo di clementine
50 ml di succo di limone
30 g di farina
250 ml di panna a lunga conservazione
4 uova
100 g di zucchero Zefiro
per la decorazione:
due clementine non trattate
50 g di zucchero
due cucchiai d’acqua
mezzo baccello di vaniglia 

 preparate la frolla impastando tutti gli ingredienti, stendetela su un piano infarinato e foderate una teglia di ceramica da 30 cm di diametro, precedentemente imburrata e infarinata, e ponetela in frigo per mezz’ora.

preparate il ripieno sbattendo con una frusta a fili e a bagnomaria, lo zucchero con le uova e la farina setacciata, unite i succhi filtrati dei due agrumi e la panna, cuocete per cinque minuti.Riscaldate il forno a 160°C, infornate la torta e cuocetela in bianco, coprendola con un foglio di carta forno e fagioli secchi, per circa 10 minuti. Eliminate i fagioli, la carta da forno, bucherellate con i rebbi di una forchetta il fondo e continuate la cottura fino a leggera doratura, circa 10 minuti. Abbassate la temperatura a 140°C, estraete la teglia, riempitela con la crema di uova e riponete in forno per 20 minuti o mezz’ora, o fino a quando la crema si rapprenderà.

Affettate sottilmente le clementine e mettetele da parte; in una padella sciogliete lo zucchero con l’acqua per su fuoco leggero,  appena vedrete delle bollicine aggiungete le fettine con la vaniglia dopo aver liberato i semi dal baccello, mescolate delicatamente con un leccapentola fino a quando noterete uno sciroppo, circa 5 minuti. Sformate la torta con delicatezza, con una pinza sistemate le fettine sulla crema e per finire versate lo sciroppo.

cca semu

Non c’è nenti ‘i fari, ‘u Signuruzzu, s’incaponì; nì voli fari moriri? ‘Sti terremoti fannu ballari un ballo che genera morte, terrore e distruzione. Non vi nego la mia paura, mi scanto assai. Ma non si vive con la paura; cca semu, tutti suttu ‘stu cielu. 

Crostata di farro con crema frangipane e frutta fresca

per la frolla:
300 g di farina di farro
150 g di burro
150 g zucchero di canna
1 uovo
un baccello di vaniglia
un pizzico di sale
qualche goccia di acqua fredda
impastate gli ingredienti a mano o nella planetaria, ponete in frigo a rassodare per almeno un paio d’ore.
Per il ripieno:
2 mele pink lady
20 g di zucchero
20 g di burro
15 g di brandy
sbucciate le mele e riducetele a cubetti, mettetele in una padella antiaderente con lo zucchero e il burro, cuocete per pochi minuti e sfumate con il brandy fino a quando saranno morbide. Schiacciatele con una forchetta o con un batticarne e fate raffreddare completamente. Nel frattempo preparate la crema.

Per la crema frangipane:

200 g di burro
200 g di zucchero a velo
200 g di farina di mandorle
2 uova
sbattete il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, unite un uovo alla volta e infine la farina di mandorle. Stendete la frolla con un matterello e rivestite una teglia da 26 cm, imburrata e infarinata, bucherellate il fondo e distribuite le mele cotte. Mettete la crema dentro un sac-a-poche senza bocchetta e distribuitela dentro la tortiera. Infornate in forno caldo a 160°C per circa 20 minuti. Per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno. Quando è cotta sfornate e fate raffreddare completamente.

Per la decorazione:
frutta fresca a piacere, io ho usato 1 banana, 400 g di ciliegie e 3 kiwi
mezza bustina di gelatina in gel
Quando la torta è fredda lavate e asciugando le ciliegie, sbucciate e affettate la banana e i kiwi; disponete la frutta secondo il vostro gusto. Preparate la gelatina seguendo le istruzioni nella confezione e spennellatela sulla frutta; passate in frigo fino al momento di servire

dued’ottobre

due d’ottobre, due d’ottobre, due d’ottobre, ma quando arriva l’estate? Comincio con il tormentone dell’autunno per poi proseguire per tutto l’inverno fino al_l’e_sta_te. Se vi scoccia sentire la solita tiritera dopo quattr’anni, canciati canale; con le giornate che si accorciano m’innervosisco, quindi OCCHIO!
Arrassatevi, allontanatevi dunque che mordo ahahahahah! Dai che sGherzo magari addento un pezzo di toTTa buona buona che d’autunno ha i colori. Qualcosa di buono c’è!

Chi la chiama tarte Tatin, generalizza; la tarte Tatin è una nota torta di mele rovesciata con pasta brisée realizzata (per errore) dalle sorelle Tatin alla fine del XIX secolo in Francia. Questa è una torta rovesciata ai mirtilli, farina di grano saraceno e granella di pistacchi.

250 g di farina di grano saraceno
100 g di farina 00
150 g di burro
un pizzico di sale
125 g di zucchero semolato
1 uovo
25 ml di panna fredda (pochissima)
5 bacche di cardamomo
40 g di pistacchi non salati
500 g di mirtilli
per il caramello
50 g di burro più 50 g a fiocchetti
80 g di zucchero di canna più10 g per spolverare

impastate le farine con il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, l’uovo e il sale; aggiungete la panna poco per volta, direi goccia a goccia, fate una palla e fate raffreddare per un’ora o meglio due, in frigo avvolta nella pellicola per alimenti. In un mortaio pestate i semi contenuti nelle bacche di cardamomo, aggiungete i pistacchi e continuate a pestare, lasciando il composto un po’ granuloso.
In una teglia dai bordi alti, di circa 24 cm di diametro, mettete 80 g di zucchero di canna e un cucchiaio di acqua e fate caramellare sul fuoco poi, lontano dalla fiamma, unite il burro e mescolate per amalgamare, aggiungete i mirtilli, il pesto di frutta secca, mescolate e fate raffreddare. Unite il burro a fiocchetti, spolverate con lo zucchero di canna rimasto e stendete l’impasto, realizzando un disco di diametro più grande di un cm rispetto a quello della teglia, bello spesso. Rivestite il ripieno rincalzando la pasta come se fosse una coperta del letto. Infornate in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti, date qualche minuto di grill  e fate intiepidire leggermente fuori dal forno. Sformarla tiepida perchè il caramello raffreddandosi si attaccherebbe alla teglia incollando la toTTa.

dedicato a chi sente ancora freddo

soprattutto agli amici del noDD, che hanno temperature molto più basse di queste nostre giù al suDD, bisogna dare atto :). Dedicato all’inverno, che possa tirare al più presto le cuoia, perchè mi rende algida, e poi si sa, il freddo non giova alla vecchiaia. Dedicato a tutti quelli che mi conoscono, anche a quelli che non mi conoscono, ma che lo faranno…qualunquemente dedicato perchè questo dolcino è perfetto per questo periodo invernale; è calorico, ma calorico…aiutatemi a dire calorico ahahahah
ah! dimenticavo…oggi c’era un sole favoloso!!!!

😀

Crostata di frutta secca al caramello

preparate la frolla della zia Antonella utilizzando:
300 g di farina 00
150 g di zucchero zefiro
150 g tra burro e strutto
2 tuorli
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone.
Impastate tutti gli ingredienti e, ove fosse necessario (se l’impasto dovesse rimanere sbricioloso), aggiungete poche gocce di acqua fredda, e quello niente fa? s’addensa e diventa una bella palla liSSia liSSia 😉
mettete in un foglio di alluminio e fate raffreddare in frigo per almeno un’ora.

 
poi acchiappate:

125 g di gherigli di noci
80 g di nocciole sgusciate
100 g di fichi secchi
90 g di zucchero di canna
30 g di miele di melata o qualunque altro liquido, ma dal sapore delicato, escluderei quello di castagno
40 g di panna fresca
80g+50g di pandoro leggermente raffermo
preparate una sorta di caramello acquoso, mettendo in un pentolino lo zucchero con 80 g di acqua, ponete su fuoco medio senza mescolaree fate sobbollire qualche minuto, togliete dal fuoco, unite le noci, le nocciole e i fichi secchi tagliati grossolanamente, aggungete il miele e mescolate; unite anche la panna e rimettete sul fuoco ancora qualche minuto mescolando. Togliete dal fuoco il composto sarà ancora abbastanza liquido non disperate adesso ci mettiamo l’ingrediente segreto ahahahahah. Tritate nel mixer 80 g di pandoro e aggiungetelo alla miscela di frutta secca oramai tiepida. Imburrate e infarinate uno stampo da 26 cm, stendete con il mattarello i 2/3 della frolla adagiatelo sulla teglia, facendo sbordare leggermente fuori dallo stampo. Passate nel mixer gli ultimi 50 g di pandoro e disponetelo sul fondo della crostata, versate il composto di frutta secca e mettete da parte. Stendete l’ultimo terzo di frolla, ricavate delle strisce belle larghe e intrecciatele sul ripieno, ripiegate i bordi della frolla e sigillate sulla grata. Infornate a 160°C  per 25-30 minuti, almeno così è nel mio forno, per la cottura vi consiglio sempre di basarvi sulla vostra esperienza e sulla conoscenza  del vostro forno. Sfornate e fate intiepidire.

Foto di Angelo Termini

(clicca sulla foto e ingrandisci)

realizzate i decori al caramello: mettete 50 g di zucchero in un pentolino, versate 1 cucchiaio di acqua fredda e mescolate. Ponete sul fuoco moderato, questa volta senza mescolare ma semplicemente roteando il pentolino, ogni tanto, facendo attenzione a non bruciarvi…non me lo perdonerei 😉 Lo zucchero assumerà diverse colorazioni dal bianco al bruno, fino a quando comincerà a “fumare” toglietelo subito dal fuoco e fate intiepidire leggermente. Su un tappetino in silicone realizzate dei ghirigori con l’aiuto di una forchetta o meglio ancora con una frusta a fili; oh! vi dovete divertire!!! Fate raffreddare, staccateli dal tappetino delicatamente e poggiateli sulla torta, già sformata dalla teglia su un piatto da portata, se volete spolverate la crostata con mezzo cucchiaino di cannella in polvere e mezzo cucchiaino di zucchero a velo.

ma porc! divento una pazza quando mi avanzano una quantità industriale di albumi

sapete quando nelle ricette trovate negli ingredienti 300 g di questo 150 g di quello, 200 g di quell’altro bla bla bla e tipo… 5 tuorli! leggasi questa ricetta qua per esempio. MA PORC! MA CHE VAFFALL’OVA cose d’affucarli a chiddi che scrivunu sti cosi ahahahahah, va beh m’affucu da sola, però dai ho trovato una ricetta troppo favolosa sul numero di settembre 2008 di “A Tavola” che risolve il problema degli albumi avanzati…e così dopo di sicuro mi vasate!

La teglia rettangolare con il fondo amovibile l’accattai qua

preparate una base per crostata
io la faccio così da quando mia cognata Antonella mi ha svelato la sua ricetta
300 g di farina
150 g tra burro e strutto ( metà burro e metà strutto)
150 g di zucchero Zefiro
1 tuorlo ( aridaglie!) [ la mia mamà mi ha fatto notare una differenza tra questa e la ricetta originale…la ricetta di Antonella prevede 2 tuorli nell’impasto e l’uovo intero per spennellare io ho tolto un tuorlo e aggiunto l’uovo intero nell’impasto…fate voi, sempre bona è]
1 uovo intero
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale
impastate tutti gli ingredienti, fate una palla e poi fatela riposare in frigo per un’ora circa. Stendete la pasta con un mattarello, su un piano leggermente infarinato, adagiatela dentro una teglia per crostata da 28 cm oppure fate tante tartellette o come ho fatto io che ho usato una teglia rettangolare e una rotonda da 16 cm. Stendete un strato generoso di marmellata di arance, magari se l’avete, fatta da me ahahahahah, poi mettete in frigo a fare riposare. preparate il ripieno utilizzando:
250 g di burro
250 g di ALBUMEEEEEEEE
250 g di farina 00
200 g di zucchero a velo
40 ml di bayles
65 g di zucchero semolato
5 g di lievito
sbattete il burro moBBido con lo zucchero e montate fino ad ottenere un composto bianco, unite il bayles e fate riposare; a pate montate gli albumi a neve con lo zucchero semolato, aggiungete metà all’impasto di burro, la farina setacciata con il lievito, mescolate e aggiungete l’albume rimasto. distribuite sul fondo delle crostate l’impasto, distribuite una manciata abbondante di pistacchi e infornate. Per le mie teglie il composto di albumi era assai, ma niente fici? ho foderato con carta forno una tortiera nica da 16 cm gemella di quella rivestita con la frolla, ho versato l’impasto, distribuito una granella di nocciole sulla superficie e anche delle nocciole intere, ho infornato le tre teglie insieme. 🙂
ah! prima di infornare sbattete delicatamente le teglie sul piano di lavoro per fare assestare la massa di albumi. Cuocete a 170°C per circa 25-30 minuti.

per corettezza vi lascio gli ingredienti della ricetta originale:
200 g di frolla classica
30 g di confettura di albicocca

per il ripieno quasi uguale a quello sopra scritto
250 g di burro
250 g di albume
250 g di farina 00
200 g di zucchero a velo
50 g di zucchero semolato
30 ml di rum
4 g di baking lievito chimico

per guarnire:
100 g di pinoli sgusciati
75 g di cubetti di scorza d’arancia candita
75 g di uva sultanina
se v’interessa il procedimento contattatemi che vi servirò prontamente 😀
eccolo dunque:
niente di che, al posto della marmellata di arance spalmate quella di albicocche, al posto del Bayles mettete il rum. Sul fondo della crostata oltre alla confettura, distribuite l’uvetta e la scorza candita, riempite con il composto di albumi e cospargete con i pinoli poi tutto uguale 😉

per amanti del cioccolato

si! in effetti è una crostata al cioccolato da urlo, è cosa da aprire le finestre e gridarlo al mondo…o almeno a tutti quelli del vicinato ahahahah

per la frolla:
300 g di farina 00
1 tuorlo
1 uovo intero
150 g tra burro a temperatura ambiente e strutto (metà e metà)
150 g di zucchero fine tipo Zefiro
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale

impastate tutti gli ingredienti e fate riposare almeno 1 ora in frigo.

per il substrato:
20 g di cacao amaro
85 ml di acqua bollente
65 g di farina autolievitante
40 g di burro morbido
60 g di zucchero semolato
1 uovo piccolo
i semi di mezzo baccello di vaniglia
la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio

riscaldate il forno a 160°C imburrate leggermente una teglia di 16 cm e foderatela con carta forno. In una terrina mescolate, il cacao setacciato con l’acqua bollente, sbattete delicatamente con una frusta a fili fino ad ottenere una crema liscia, fate raffreddare. Nella planetaria sbattete il burro morbido, unite lo zucchero, l’uovo e i semi di vaniglia, aggiungete il composto al cacao e poco per volta, la farina con il bicarbonato, amalgamate senza lavorare troppo. Versate l’impasto nella teglia, infornate per 15 minuti, fate la prova spiedino per verificare la cottura. Sfornate la tortina e fate raffreddare su una gratella per dolci.

per la crema al cioccolato: (desunta dal libro cioccolato de “la Cucina” del CORRIERE DELLA SERA)
150 g di cioccolato fondente
120 g di zucchero
1 uovo
50 ml di panna fresca ( la ricetta prevede l’uso di panna a lunga conservazione, consiglio quella fresca)
1 baccello di vaniglia

fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato, facendo attenzione che il fondo della bastardella non tocchi l’acqua in ebollizione; nel frattempo sbattete l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, unite la pannae i semi della vaniglia. Quando il cioccolato è sciolto e tiepido unitelo al composto di panna, mescolate fino ad amalgamare.

montaggio e cottura:
stendete con un mattarello su un piano infarinato, un po’ più di metà dell’impasto di pasta frolla, adagiatelo in una teglia per crostate da 28 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato, bucherellate il fondo e sbriciolate su esso la tortina al cioccolato oramai fredda. distribuite la crema al ciccolato e realizzate una grata con l’impasto di frolla rimasto. Infornate a 160 °C per circa 25-30 minuti o fino a quando il biscotto non si sia dorato, secondo la conoscenza del vostro forno

perchè a Natale siamo tutti più buoni (?)

A onor del vero questa crostata al cioccolato e caramello è buona tutto l’anno ahahahah
desunta da uno dei favolosi libri di Sale&Pepe “dolci al caramello” di Trish Deseine
per la sablée:
200 g di farina
50 g di mandorle a lamelle tostate
2 cucchiai di zucchero a velo
100 g di burro morbido

per il caramello mou:
150g di zucchero
3 cucchiai d’acqua
60 g di burro salato
1 cucchiaio e mezzo abbondante di mascarpone

per la copertura:
200g di cioccolato fondente
50 g di burro

Preparate la pasta sablée, tagliate il burro a pezzetti e metteteli nella ciotola della planetaria insieme atutti gli altri ingredienti e lavorate l’impasto fino a quando otterrete un composto granuloso. Unite un ccchiaio di acqua fredda, mescolate ancora e formate una palla che avvolgerete nella pellicola e metterete in frigo per almeno un’ora.

Stendete l’impasto della sablée con un matterello e foderate lo stampo per crostata rettangolare, precedentemente imburrato e infarinato, riponete in frigo ancora per mezz’ora.
Scaldate il forno a 180°C e infornate in bianco per 20-25 minuti, sfornatela e fatela raffreddare completamente

Preparate il caramello: in un pentolino dal fondo pesante mettete lo zucchero, versate l’acqua prima della cottura e poi accendete il fuoco a fiamma bassa, lo zucchero si scioglierà del tutto, poi lasciate sobollire, vedrete che il composto tenderà a cristallizzarsi e poi tornerà allo stato liquido. Non mescolate in questa fase, fermate la cottura immergete il pentolino in acqua fredda. Aggiungete il burro, unite il mascarpone e mescolate bene, il caramello si rapprenderà ma basta rimettere sul fuoco per sciogliere i cristalli che si saranno formati. Stendetelo sul fondo della torta. La salsa al caramello se vi dovesse avanzare, sappiate che si conserva in frigo per 4-5 giorni, potreste usarla per farcire dei biscotti come questi

Sciogliete a bagnomaria, il burro e il cioccolato tagliato a pezzetti, mescolate fino a quando otterrete un impasto liSSio, versatelo sul caramello e fate raffreddare in frigo per almeno 2 ore.
e vidi chi manci 😉
buon Natale a tutti :*

crostata di mirtilli e farina di mais

mi rendo conto! mi rendo conto che sono noiosa e pressocchè monotematica…credo si sia capito vagamente, che mi piacciono i mirtilli 😀
quando sfoglio una rivista, una a caso per esempio…sale&pepe, mi si appizzano gli occhi sul solito ingrediente. Il numero in questione è quello di luglio 2002, dalla ricetta ho rubato i mirtilli e la farina di mais, quindi non è più quella, ma voi sempre vi fidate vero? 🙂

ingredienti per una teglia da 26 cm di diametro
240 g di mirtilli
120 g d farina di mais tipo fioretto
25 g di maizena
170 g di farina bianca 00
135 g di zucchero
120 g di burro
1 uovo
un cucchiaino di lievito in polvere
5-6 cucchiai di marmellata ai mirtilli e cardamomo di Alex
20 g zucchero a velo


mescolare nella planetaria il burro a pezzetti con l’uovo e lo zucchero, aggiungere le farine e il lievito. Formare una palla di impasto e mettete in frigo a riposare per un’ora, ma con questo caldo se riposa 2 ore è meglio 🙂
Sciacquate i mirtilli e fateli asciugare su un canovaccio, dopo in una ciotola, mescolateli con lo zucchero a velo; stendete 2/3 della frolla e rivestite uno stampo precedentemente imburrato e infarinato. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, cospargete la marmellata e distribuite i mirtilli. Stendete la pasta rimanente e ricavate delle strisce larghe che adagerete a grata sui mirtilli. infornate a 160°C per circa 20-25 minuti. Fate raffreddare prima di sformare. Se volete spolverate con zucchero a velo.

cioccolato freddo?


una mousse al cioccolato dentro un guscio di frolla…comunico agli amanti del cioccolato, che al primo morso si ha una visione mistica fantozziana
ahahahahah

avevo già postato qualche foto qui ma non avevo mai messo la ricetta, ma tra na cosa e n’autra mu scurdai, l’ha rifici! 😉
se v’intriga, pigghiate un pizzinu:
per la frolla 300 g di farina
150 g di burro
150 g di zucchero tipo zefiro
un uovo
1 pizzico di sale

per il ripieno:
150/200 g di confettura di mirtilli
400 g di cioccolato fondente
5o g di cacao in polvere
5oo ml di panna fresca
2 tuorli
50 g di zucchero tipo zefiro
25 g di zucchero a velo
preparate la frolla come al solito, impastando tutti gli ingredienti velocemente, formate una palla e fatela raffreddare in frigo per un paio d’ore. Trascorso questo tempo, tiratela fuori dal frigo, stendetela con uno spessore che più vi aggrada, io adoro il biscotto bello consistente, quindi la lascio un po’ più spessa. Foderate uno stampo da 28 cm di diametro, precedentemente imburrato e infarinato, cuocete in bianco, in forno caldo a 180°C per circa 10 minuti, tirate fuori la teglia stendete la marmellata e continuate la cottura per altri 10 minuti o fino a quando prende colore. Per la cottura in bianco ci sono diverse correnti di pensiero, io mi sono stufata di mettere i fagioli secchi nel guscio quindi la cuocio senza, durante la cottura tiro fuori la teglia e bucherello l’impasto se questo tende a gonfiare.

Preparate la mousse:
in una casseruola a bagno mariascaldate 150 ml di panna con 200 g di cioccolato tagliato a pezzetti, amalgamate mescolando sempre. Versate la crema al cioccolato sulla marmellata e fate raffreddare. Spezzetate gli ultimi 200 g di cioccolato e fondeteli a bagnomaria; sbattete i tuorli con lo zucchero Zefiro, incorporate il cioccolato fuso. Montate la panna con lo zucchero a velo e incorporatela al composto di uova e cioccolato, delicatamente senza smontarla. Farcite il guscio con la mousse, spolverate con il cacao e fate rassodare in frigo per almeno due ore.