patate, fichi e aglio sott’olio

patete e fichi__04il cambio di stagione, da quella calda a quella decisamente più fresca, è caratterizzato dalla preparazione delle conserve e il calo gentile della temperatura rilassa i bollenti spiriti. Magicamente ho il piacere di accendere il forno di casa e recuperare due ingredienti che mi talìano da troppo tempo: patate e fichi.
La conserva in questione è stata realizzata da mia madre e di seguito vi cuntu la ricetta per gli amanti delle cose sfiziose.

Aglio sott’olio di mia madre

se hai l’occhiometro sei avvantaggiatio in caso contrario non so come aiutarti. Questa è una di quelle ricette a sentimento.
qb Aglio sbucciato (assai)
1 lt di vino bianco
1 lt di aceto di vino bianco
qb bacche di pepe rosa
qb Bacche di pepe nero
sale
olio extra vergine d’oliva
In una pentola, metti l’aceto e il vino; porta a bollore, aggiungi l’aglio e il sale e, quando gli spicchi d’aglio salgono a galla e infilzandoli con una forchetta saranno morbidi, tirali fuori dalla pentola e ponili ad asciugare su un panno per 12-24 ore. Riponi l’aglio dentro dei vasetti di vetro sterilizzati e muniti di una capsula di chiusura, aggiungi i due pepi, l’olio a coprire e chiudi i vasetti, abbi l’accortezza, come per tutte le conserve sott’olio, di non chiudere ermeticamente subito i vasetti. Devono stare qualche giorno con uno spiraglio d’aria.
Puoi utilizzare l’olio aromatizzato per condire qualunque cosa e rabboccare poi il vasetto o gli spicchi morbidi spalmati su crostini di pane croccati come se fossero burro.
In questa ricetta io ho realizzato una mistura con tre spicchi d’aglio, miele di fichi e miele millefiori, ora ti cuntu.

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4 fichi
1200 g di patate tipo Bologna
1 cucchiaini di miele di fichi
2 cucchiaini di miele
aceto di lamponi (o crema di aceto balsamico)
olio extravergine d’oliva
3 rametti di rosmarino
sale
pepe
pangrattato aromatizzato (olio, pomodoro tagliato piccolissimo, basilico, parmigiano e scalogno tritato finemente)

affetta le patate con una mandolina, dopo averle lavate ed asciugate, mettile in una terrina e condisci con olio, il rosmarino tritato,  sale e pepe; ungi con dell’olio una teglia rettangolare 14×35 cm, cospargi con il pangrattato e poi distribuisci le patate in piedi, irrora con un filo d’olio,  spargi un po’ di pangrattato aromatizzato, 4 cucchiai d’acqua e inforna a 190°C in forno già caldo per circa mezz’ora, poi abbassa la temperatura a 180°C e cuoci ancora 45 minuti. Prepara la conza: schiaccia tre spicchi d’aglio s’ottolio e mescolali con i due mieli, aggiungi un paio di spruzzi di aceto di lamponi ( o un cucchiaino di crema di aceto balsamico ed emulsiona per bene.
Taglia a rondelle i fichi, disponili tra le fette di patate , cospargi con la mistura al miele e aglio e inforna ancora 15 minuti circa, sforna e fai raffreddare qualche minuto prima di servire. Se ti piace puoi inserire anche delle fette di provola affumicata durante gli ultimi quindici minuti di cottura per rendere più rustico il piatto.

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patate mon amour

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Un vortice della cucina di oggi, quella che leggiamo sul web, è lei, Simona Mirto.
È una spisidda che volteggia sempre accesa sul blog e sui social, il suo estro e la sua tenacia non si esauriscono; le sue ricette sono una garanzia, sei certo che riescono al primo colpo.
La sua forza, secondo me, è la semplicità con cui racconta segreti e piccoli accorgimenti che ti assicurano il risultato. Una certezza, praticamente.
La semplicità di una ricetta, come quella per realizzare le patate al forno super, mega, iper buone, di sicuro successo. Le faccio, le rifaccio e le ririfaccio infinite volte; senti ammia, se vuoi mangiare le patate al forno più buone del mondo, pigghia un pizzino e segnati ‘sta ricetta cu tutti i trucchetti del mestiere.

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Pigghia
600 g di patate tutti ‘i stissi (della stessa dimensione) non le pelare ma piuttosto, lavale ben bene sotto l’acqua corrente e poi asciugale, strofinandole con un canovaccio.
Taglia le patate a metà e poi a spicchi, mettile in una teglia con  2 spicchi d’aglio in camicia leggermente incisi su un lato, gli aghi di un rametto di rosmarino tritati e l’altro rametto intero.
Poi versa 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, il sale e una bellissima e generosa macinata di pepe esagera, senti a me. A questo punto posa il cucchiaio e affonda le mani dentro la teglia per mescolare tutti gli ingredienti fra loro, massaggia le patate e cospargile interamente con gli aromi e l’olio, devono essere una cosa sola.
Adesso entra in scena il trucchetto del mestiere: aggiungi 3 cucchiai d’acqua e inforna a 200°C in forno già caldo in modalità statico. L’aggiunta dell’acqua evita di bollire le patate in precedenza ma assicura la morbidezza al cuore e la successiva croccantezza esterna.
Assicurati che la teglia sia posizionata al centro del forno e prosegui la cottura per 45 minuti.
In questo lasso di tempo, le patate saranno quasi cotte a dovere, irrora con un po’ di succo di cottura e distribuisci ancora 2 cucchiai d’olio, mescola, sposta la teglia nella parte alta del forno, alza la temperatura a 220°C e cuoci ancora dieci minuti.
Amunì che ce la stai facendo, guardi oltre il vetro e ti compiaci, esattamente come fici iu. 
Ora viene il bello, trascorsi i dieci minuti, smuovi le patate, aziona il grill e finisci di gratinare qualche minuto, fino a quando la superficie si sarà croccantizzata.
Alla fine della fiera, appena avrai addentato la patata bollente (perché non avrai la pazienza di aspettare che si raffreddino), non crederai alle tue papille gustative e sverrai dalla bontà. Patate morbide e croccanti da sdilliniu.

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Tarte Tatin ai carciofi

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La Tarte Tatin è un’invenzione geniale, francese, prende il nome dalle sorelle Tatin, le ideatrici. Vedi come, alle volte, uno sbaglio è la causa di una grande fortuna. Alle volte però, eh? Non provare a fare un disastro credendo di poter produrre un capolavoro, non funziona sempre così, che inforni una crostata di mele senza impasto e poi te ne adduni e provi a recuperare la situazione. No!
Sull’idea della torta rovesciata più famosa al mondo si basa la mia, salata e alle verdure.

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6 carciofi
uno spicchio d’aglio
tre cucchiai d’olio extravergine d’oliva
mezzo bicchiere d’acqua
una grattata di noce moscata
2 cm di zenzero
sale
un limone
per la brisée:
170 g di farina di tipo 0
70 g di burro leggermente salata
5 g di sale
un tuorlo
40 g di acqua, circa
Per il caramello:
60 g di zucchero
un cucchiaio d’acqua
30 g di burro
per la finitura:
100 g di prosciutto cotto

Prepara l’impasto mescolando la farina con il sale e il burro tagliato a piccoli cubetti; unisci il tuorlo e, poco alla volta, l’acqua. Amalgama tutti gli ingredienti, realizza una palla, copri con della pellicola e poni in frigo a riposare per circa mezz’ora.

Pulisci i carciofi eliminando le punte, le foglie esterne dure e il gambo. Taglia a metà ogni carciofo, elimina il fieno interno e tuffalo in acqua acidulata con il limone spremuto. Taglia l’aglio a metà, elimina l’anima interna e ponilo dentro un tegame con l’olio, scalda leggermente e fai dorare. Aggiungi i carciofi sgocciolati dall’acqua e tagliati a ottavi, mescola per insaporire, aggiungi l’acqua e stufali con il coperchio per circa 20 minuti. Quasi a fine cottura aggiungi lo zenzero grattugiato, il sale e la noce moscata.

Prepara il caramello ponendo nello stampo da Tatin, lo zucchero con l’acqua. Accendi il fuoco e controlla la cottura; ruota lo stampo attraverso i manici per mescolare i due ingredienti. Quando il caramello raggiunge un colore ambrato, togli dal fuoco e aggiungi il burro a pezzetti, mescola con un cucchiaio di legno, attento che sfrigola.
Disponi a raggiera gli spicchi di carciofo sul caramello, distribuisci il prosciutto a pezzetti e metti da parte. Stai attento, non poggiare lo stampo caldo  su una superficie fredda, mantienilo sui fornelli spenti oppure su un tagliere di legno, rischi di spaccare la ceramica.
Recupera l’impasto, manipolalo su una spianatoia, stendilo aiutandoti con della farina d’appoggio e un matterello; realizza un disco leggermente più grande del diametro dello stampo, arrotolalo sul matterello e stendilo sui carciofi, rimboccandolo all’interno, appena sotto i carciofi. Cuoci in forno caldo a 180°C per circa mezz’ora o fino a quando la superficie dell’impasto sarà dorata. Togli dal forno fai riposare un paio di minuti, copri con il plateau in dotazione con il set, capovolgi la torta e solleva lo stampo delicatamente.

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cimette di cavol_fiore gratinate

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quando comincia la stagione du cavuluciuri ccà nnì scialamu. In bianco, a minestra, con una macinata di pepe e un filo d’olio nuovo, lo apprezzi in tutto il suo sapore. Arriminato, con passolina, pinoli, un filetto di acciughina, zafferano e una spolverata di muddica atturrata, ti fa toccare il cielo con un iritu. In pastella, fritto… manco tu cuntu.
Va beh, oggi ti propongo un modo buono di portarlo in tavola come contorno, già porzionato in piccole cocotte, insaporito da una salsa a base di panna, ingioiellata dalla ducizza dell’uva passa e l’aroma dei pinoli tostati.

Pigghia un pizzino e poi mi cunti

un cavolfiore medio
40 g di parmigiano grattugiato
20 g di farina di tipo 2
20 g di burro più quello per gli stampi
3 dl di panna
passolina (uva passa) e pinoli
sale
pepe

monda il cavolfiore, taglialo in cimette (che possano alloggiarsi nei ramequin) e lessale in acqua bollente salata. Cuoci una decina di minuto, non troppo perché s’annunca s’arrimodda troppo. Deve mantenere una certa consistenza. Scola le cimette e metti da parte.
Fondi il burro in una casseruola, aggiungi la farina in un solo colpo e comincia a tostarla sul fuoco, mescolando sempre. Aggiungi la panna, poco alla volta e mescola sciogliendo il composto di burro. Porta a bollore, mescolando; fai sobollire alcuni minuti, spegni e aggiungi il parmigiano. Aggiusta di sale e macina un po’ di pepe.
Imburra gli stampini, adagia un fiore di cavolo, disponi la salsa preparata, cospargi con qualche coccitello di passolina e qualche pinolo. Inforna in forno caldo impostato su 220°C per circa 15 minuti o fino a quando la superficie sarà dorata. Sforna e lascia intiepidire un po’ prima di servire.

 

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una ricetta non è solo una ricetta

teglia di verdure

Mentre preparavo ‘sta -semplice- teglia di verdure pensavo che sovente, quannu ti spiu ‘na ricetta, trascrivo il processo della preparazione con le diverse successioni, senza cuntariti tutte cose. Do per scontato che tu abbia un minimo di conoscenze culinarie, in base alle quali sai giostrarti durante le diverse fasi. In definitiva, ti consegno una spiegazione carente, omettendo cose, date per sottintese e, se non hai dimestichezza ai fornelli, potresti avere qualche problema. Sappi però che, per tutte le cose non dette per esteso, rimandate o implicite, io sugnu sempre cca, disponibile a cuntariti tutto quanto ti occorre per preparare un piatto, la cui ricetta – o presunta tale- sia  contenuta all’interno di questo diario.

Ora che mi misi l’anima in pace, auto assolvendomi dal peccato di imperfezione, ti pozzu cuntari che mi vinni n’autra pinsata, mentre affettavo le verdure.

Se vabbè -mi dissi parrannu, tra me e me- se ci cuntu la ricetta di ‘sta teglia di verdure, minimo minimo, me la tira in testa, picchì chista che è ‘na ricetta?

Ebbene, sai chi ti ricu?

Una ricetta non è solo una ricetta
…Che dissi, una minchiata?

Nzù! Picchì, se talii bonu e ci fai caso, alla fin fine, tutti quelli che parramu di cibo, proviamo a far vivere un rituale, spingiamo questa moda legata al cibo sulla passerella inondata di luci, manco fussi ‘na sfilata, coinvolgendoti come in un’esperienza sensoriale.  Come ti dissi l’autru jornu mangiare non è un bisogno alimentare, oramà è una rappresentazione sociale. E’ teatro, né più e né meno. Sceneggiatori, attori, scenografie e palcoscenico entrano in scena, interpretando un ricordo, proponendo un sapore che lega come un filo rosso e poi s’intreccia coi pensieri chiusi nei cassetti della memoria.
Quannnu dicidi di preparare quel piatto che ti solletica la vista accade una magarìa che profuma, che solletica le narici come un incanto. E quando meno te l’aspetti il dejavu arriva a timpulata, ‘u ciavuru s’insinua nella testa e cadi a piè pari dentro il fosso dei ricordi.

teglia di verdure_saturazione

Non mi resta da cuntarti i passaggi che si susseguono per realizzare questa bella teglia di verdure. Amunì, pigghia un pizzinu.
per 6 persone
una teglia in ceramica rettangolare 29×25

1 Kg di patate sbucciate
500 g di zucchine
2 scalogni o una cipolla bianca
3 pomodori cuore di bue
una manciata di olive nere snocciolate
4 rametti di rosmarino
olio extra vergine d’oliva
sale
pepe

Lava le patate, affettale con un robot o con una mandolina realizzando fette di 4 mm di spessore, mettile a bagno in acqua fredda per circa mezz’ora poi sciacquale e asciugale. Ponile dentro una ciotola capiente e condiscile con sale, pepe e olio; mescola con le mani per assicurarti che siano ben condite. Distribuisci le rondelle di patata “di taglio” dentro la teglia, unta leggermente. Per non impazzire usa una carota posta ortogonalmente alle fette, in modo da mantenere in forma le rondelle, ti consiglio di lasciarla durante la cottura.
Inforna in forno caldo, portato a una temperatura di 190°C , cuoci mezz’ora e nel frattempo prepara le altre verdure.
Affetta le zucchine a 4 mm dopo averle lavate, asciugate e spuntate; condiscile dentro la solita ciotola nel medesimo modo descritto in precedenza. Tira fuori la teglia e senza bruciarti –ppì carità- disponi le zucchine in sequenza. Mantieni la forma aiutandoti con la carota. Affetta i pomodori, condiscili e, se il loro diametro dovesse essere troppo grande per l’ordine della teglia, tagliali a metà e disponili di taglio sempre dopo averli conditi nella ciotola con olio, sale e pepe. Affetta lo scalogno e inseriscilo tra i pomodori e le patate, decora con il rosmarino e le olive; inforna ancora per circa 15, 20 minuti o fino a quando pensi che il livello di cottura delle verdure sia di tuo gradimento. Io preferisco sentire sotto i denti la consistenza delle zucchine e anche dei pomodori, proseguire la cottura significa, per me, avere una consistenza troppo molle. Ma come si dice? Gusti sono!

 

 

croccanti patate

patate-arrosto-zenit-huber
Qualche giorno fa cuntavo a me figghia come si fa un piatticeddu di pasta di pasta. ‘Sti figghioli, oggi, non ne hanno idea di come si conduce una casa, non sanno parrari di economia domestica, non sannu discurriri di stirare una camicia. Che è colpa d’iddi? No, penso proprio di no.

Mi assumo la responsabilità per quanto riguarda me figghia. Il fatto è che mi parse che crisciu tutta ‘ntà ‘na vota… buh! Com’è che fino a ieri era nicaredda e ora è donna fatta? Non mi faccio persuasa. Comunque è arrivata l’ora di spiegarici qualche cosa, cominciando dai fondamentali.

Patate arrosto con panure di fette biscottate olandesi multicereali Huber e timo

Per 4 cristiani
Un kg di patate per cottura in forno
4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
2 cm di zenzero fresco pelato
uno spicchio d’aglio
4 rametti di timo fresco
un baccello di vaniglia
40 g di fette biscottate multicereali Huber
sale

lava e pela le patate, tagliale a quarti e mettile in una patatiera oppure in una teglia dotata di coperchio. Frulla nel mixer l’aglio con lo zenzero, le fette biscottate, il timo e i semi di vaniglia. Aggiungi questo mix alle patate con l’olio e mescola bene. Chiudi il coperchio e cuoci in forno caldo a 200°C per almeno un’ora.

io, in inglese, non ci parlo!

…al limite ma proprio al limite posso provare a interpretare in siciliano 😀
quindi ho deciso che questi, cestineddi li chiamo!
anche perché, parliamoci chiaro, se una cosa la propone la mia sister, non mi frega un fico secco (magari fresco visto che comincia la stagione dei fichi) se arriva dall’Inghilterra o dalla Papuasia. Ppi mia sunnu d’idda!
‘sti cosiceddi nichi sunnu favolosi!

cestineddi

 

La ricetta, per come la scrive la mercante, io te la scopiazzo qua:
per 12 cestini

125 gr di Farina 00
3 uova
285 ml di latte
sale
olio di semi di arachide

sbatti insieme tutti gli ingredienti, tranne l’olio di arachidi, poi metti la pastella ottenuta in frigo, per 40 minuti.
Accendi il forno alla massima temperatura, 230°C e inserisci una teglia per muffin sporcando ogni alloggiamento con tre cucchiaini ( da caffè) d’olio di arachidi. Quando l’olio comincerà a sfrigolare (da me non sfrigolò mai e dopo tanticchia 20 minuti che era nel forno mi dissi che nel mio forno non sfrigola una beneamata!) tira fuori la teglia dal forno facendo attenzione a non ustionarti, quindi versa la pastella in ogni incavo riempendo meno della metà. Cuoci per 15 minuti poi per altri 5 abbassando la temperatura a 160°circa. Seguendo i consigli di Lory, dopo 10 minuti ho aperto il forno e con un cucchiaio di legno ho abbassato il centro del cestinello, considera che, appena fuori dal forno, s’assettanu regalando dei deliziosi cestinelli da riempire 😉

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io li ho farciti utilizzando
2 pomodori rossi a grappolo belli grossi
1 melanzana viola media
basilico
sale
pepe
olio per friggere
due manciate di parmigiano grattugiato

Condite il pomodoro tagliato a dadini, pelato e senza semi, con un trito di basilico, sale e olio mettete da parte. Tagliate la melanzana a fette grosse un cm, salate e fate rilasciare l’acqua di vegetazione per circa un’ora, sciacquate il sale in eccesso, tagliate a dadini le fette e friggete in abbondante olio caldo. Quando la melanzana sarà fredda mettila in una ciotola con il pomodoro, il parmigiano e il basilico a pezzetti, aggiungi una macinata di pepe e mescola. Riempi i cestineddi e guarnisci con una foglia di basilico intera.

‘a frittedda

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‘A frittedda potrebbe sembrare una frittata o qualcosa di simile e invece…no!
è un piatto a base di verdure freschissime, un contorno cotto in umido facilissimo ma anche un condimento per la pasta. Forse ‘nanticchiedda camurriusu per la preparazione ma  talmente buono che ti scordi del lavoro al primo boccone. Ah! viene mangiato anche nella versione agrodolce, ma non da me.

ingredienti per 4 persone
1 kg di fave fresche
600 g di piselli freschi
un mazzetto di finocchietto di montagna
3 carciofi piccoli
2 scalogni
peperoncino a piacere
4-5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale e pepe
1 limone

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Sgrana i piselli e sgusciate le fave, se sono piccoline e tenere meglio, in caso contrario elimina la buccia dura, immergendole in acqua bollente per qualche minuto. Monda i carciofi, (qui è molto diffusa la varietà con le spine) elimina le punte, le foglie più dure e il fieno; affettali a spicchi e mettili in acqua acidulata con il limone spremuto.
In una padella fai dorare nell’olio lo scalogno affettato sottilmente, aggiungi i carciofi, le foglioline tenere del finocchietto tritate e cuoci per circa 10 minuti con mezzo bicchiere d’acqua, unisci le fave e i piselli, fai insaporire e versa ancora un bicchiere d’acqua. Aggiungi il sale e il peperoncino e cuoci a fuoco basso per circa 20 minuti con il coperchio, poi ancora altri 5 minuti senza il coperchio.
Nella versione in agrodolce, basterà aggiungere alle verdure già cotte, l’aceto mescolato allo zucchero, fai evaporare a fuoco vivace e poi fai riposare.

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Bocconcini di vitello marinati

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Questo piatto lo considero un jolly, lo preparai la prima volta per un buffet con 40 invitati, per festeggiare i “primi” quarant’anni del mio sposo, ero alle prime armi in cucina e mi avvalevo di riviste patinate come Sale&Pepe (non è cambiato niente, in effetti), fu un successo, ppì ranni e picciriddi. Da quel dì lo sfrutto tutte le volte che devo preparare con un certo anticipo un banchetto e quando conosco appieno i gusti dei miei commensali. Se ti piace la carne, prova ‘sta ricetta e poi mi cunti.
Ingredienti per 8 persone:
1 kg di filetto di vitello
8 cucchiai di aceto balsamico
1 bucchiere di olio extravergine d’oliva
alloro
rosmarino
timo
maggiorana
7 carote
7 zucchine
sale e pepe

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Priva il filetto del grasso in eccesso, taglialo a fette spesse, circa un centimetro e mezzo; sigilla la carne in padella con un paio di cucchiai d’olio extra vergine d’oliva. Rigira più volte, finche avrà assunto un colore uniforme in superficie. Togli dal fuoco e fai raffreddare.
Nel frattempo versa in un contenitore capiente l’olio che resta, l’aceto balsamico, le erbe aromatiche, il sale e il pepe, sbatti tutti la marinata con una forchetta per emulsionare. Taglia a cubetti le fette ormai fredde e adagiali nella ciotola con la marinata. Mescola per ricoprire tutta la carne, copri e fai insaporire per circa mezz’ora, rigirando ogni tanto.

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Monda le zucchine e le carote, affettatele a nastro con una mandolina o meglio, usa lo Spiral expert, un nuovo accessorio Magimix, che prepara spaghetti, tagliatelle o fusilli di verdure; lessa la verdura, poco per volta e per pochi istanti in acqua bollente salata, scola e ponila dentro un colapasta fino al momento di servire. Disponi i nastri di verdura sul piatto da portata, sistema sopra i bocconcini di vitello con la loro marinata, decora con le erbe aromatiche e se ti piace aggiungete della crema di aceto balsamico.

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